MORTE DI UNA COMMESSA (dietro le "quinte")

Dietro le quinte de "MORTE DI UNA COMMESSA" Anni or sono andai a trovare un mio vecchio insegnante delle scuole superiori. Era un quarantenne alto, sportivo, che portava una barba color tabacco che gli adornava il volto in modo arruffato, dando l'impressione d'essere un tutt'uno col groviglio di capelli che gli copriva la testa. Ma soprattutto era un matematico e abile programmatore: un fuoriclasse in ambo gli ambiti. Eccentrico, sarcastico e spesso al centro di accese diatribe che non risparmiavano il corpo docente. Per me era il numero uno: ho imparato più da lui che da qualsiasi altro; ed ero sempre dalla sua parte, anche quando questo significava remare contro la maggioranza, studenti o insegnanti che fossero. Diventammo amici, tant'è che, a conclusione degli studi, mi invitò a casa sua per mostrarmi quella che aveva ribattezzato la stanza sacra , ovvero lo studio ove lavorava ai suoi progetti e nel quale trascorreva il tempo migliore. Al centro della gros...