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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

La credibilità del testimone (stralcio tratto da un progetto narrativo al quale sto lavorando: DELITTO IN GIACCA e CRAVATTA)

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Introduzione per comprendere la scena.

   Un tizio, un certo Sig. Pinto, telefona al 113 riferendo di aver veduto da "lontano" e da altezza ragguardevole, un uomo ben vestito, inerme sull'asfalto cocente d'Agosto, lungo una nota via di Latina.
Il Sig. Pinto è un operaio in forza all’acquedotto di Latina nord; il più alto serbatoio pensile dell’agro pontino. Curiosa forma a fungo, tipico dell’era post-fascista.
Il commissario Massimo Del Monaco, trasferito nuovamente a Latina dopo sette lunghi anni di assenza, è incaricato delle indagini. E la prima cosa che vuole fare, è dirigersi verso l’acquedotto, e verificare la storia del Sig. Pinto ovvero verificare che davvero dalla sua posizione si potesse osservare il corpo della vittima localizzato a circa 500 metri di distanza…

(...)

Il commissario attraversò le strisce pedonali e si trovò di fronte l'inferriata di cinta, verde,  che come un abbraccio stringeva a sé gli organi che garantivano l'approvvigionamento di acq…

Il Cavaliere, e la Luna.

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Allorquando il sogno
 si riflesse negli occhi della fanciulla,
il Cavaliere

smise i grevi panni di difetti intrisi
e armato di sole carezze
le afferrò la mano,

ed invidiosa la Luna,
la danza, illuminò... 




M.
(L'uomo dei difetti...)

Le mani sapienti.

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Libere saggiarono scaltre giacché bramate, , dove alle diverse,  il solo scorgere fu precluso. 



M. 
(L'uomo dei difetti...)

IL TURGORE DI QUELLA SOLA NOTTE.

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   E fu allora che il turgore di quella notte, spazzò via ogni notte...

   Declinò il crepuscolo,  dallo squarcio l'aurora s'avventò sulla fanciulla, e su quelle labbra che tumide e dischiuse,  or ora laceranti, saggiavano... e allorché dotte, arroventate e poi sapienti, la risanavano...  Perché al mistero mai s'arrese giacché ella l'ebbe scelte. E cullata fosse anche tra un milione, ovunque, l'avrebbe ravvisate...  Perché di quei baci stagliò il fragore allorquando spumeggianti l'avvolgevano,  e poi morbidi e lascivi, la riassettavano. Nel turgore, detonante, di quella sola notte... 
   E così come l'indaco non discioglie,  la voluttà di quell'incanto la resa ebbrae orgogliosa e fiera...  Dacché adesso, ella sapeva... 


M.
(L'uomo dei difetti...)

L'arcano Cavaliere e la Fanciulla

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   Ricordo che un giorno un Vecchio mi raccontò di una terra, di un lago, e di un guscio che galleggiava ad un palmo da una sponda delle sue.   In quel guscio di legno, in quella terra che neanche le mappe sapevano appuntare, viveva una fanciulla...
   Aveva modi gentili, e benché vivesse sola, ella non era triste. Sapeva di non essere una donna come le altre. Ma questo non le creava motivo di disagio. Trascorreva le giornate coltivando con passione i talenti per i quali era venuta al mondo. Leggeva e sognava, al giorno, e scriveva, alla notte. Poesie. Storie. Ricordi del suo essere donna. Desideri...
E quando le maglie dei pensieri non la vedevano assorta, era dedita a preparare leccornie, angeliche e fragranti.
Tutto quanto ella toccasse, diveniva florido, rigoglioso e zuccherino.
   Si racconta che in un pomeriggio invernale, assorbita e fragile, avesse appena ammassato della farina allorquando un’emozione, slacciata, s’abbandonò in stille su quell’impasto che poroso crebbe solenne sot…