Il carbone e la befana

Ero solo un ragazzino. Mi piaceva il carbone. Da morire. Quello dolce, a tocchi, che trovi nelle calze preconfezionate. O meglio, quello che trovavano i più fortunati. A me, non capitava mai. E questo mi dispiaceva, e non poco. Per i miei cuginetti, invece, era un appuntamento fisso. E quando non mi riusciva di rubarglielo, lo barattavo con qualche cianfrusaglia e lo assaggiavo per mano loro. In famiglia facevo il discolo di proposito, perché così m'avevano raccontare di fare. Eppure, niente. Non m'arrivava mai. La mia sorellina, ch'era più grande di me, mi faceva: «Il carbone sta dentro le calze piccole che si comperano alle bancarelle. A te la befana ha sempre portato la calza gigante piena zeppa di cose buone... Di che ti lamenti?!» Sarà , mi dicevo. In effetti, a esser grande era grande, ma... Il carbone, neanche a pagarlo. A distanza di anni, da buon viandante, ci ho voluto riprovare. La scor...