Come ago, in ogni mia cruna.

Ti voglio in ogni mia cruna Ero come un'ombra, che caliginosa, fendeva tenebre, e vicoli. Quell'odore mi devastava tanto quanto m'era ignoto. Mi s'infilava come ago, in ogni mia cruna. Ero come un animale , alla Sua mercé. Sfondai quel che rimaneva del pertugio e me la ritrovai lì, in fondo alle scale, con quella veste che corvina nulla celava e tutto m'offuscava: fuorché l'origine della pazzia, ch'era la mia. Manco dello sguardo ebbe a degnarmi. Gli archetti carezzavano lo stelo, il tulipano prillò e il nettare che ivi v'era confinato s'agitò in cavalloni. S'agitarono pure le sue gambe, che come sipario mi s'aprirono dinanzi. E poi ancora, me le sventagliò dirimpetto come un'aguzzina che beata, godeva. Mi ci scagliai famelico, ma caddi a terra, e alle mani un legaccio. Fu allora, che nel silenzio, ella m'erudì. Il Barbaresco , impetuoso come un solitone debordò dal...