L'uomo alto vestito di nero (introduzione)

L'uomo alto vestito di nero Milano, Stazione Centrale. Nei pressi del binario 18, una donna sulla quarantina era intenta a rovistare nella borsa che teneva sottobraccio. Nervosamente , pensò il capotreno, che rovesciata la testa la squadrava di sottecchi Un moccioso riccioluto sbucò come una saetta da sotto il cartellone cui ella aderiva le reni. Le si aggrappò alla gonna dimenando le mani sudice, e mentre frignava, uno dei bottoni dorati schizzò oltre la banchina. Il tessuto, a scacchi rossi e neri, guizzava adesso come un sipario scriteriato attorno a una coscia e l'autoreggente che le celava la carne rivelò lo stesso colore della pelle che la indossava. Un anziano che procedeva a passo lento era ora immobile a poche mosse dalla donna. I polsini della camicia s’alternavano sulla fronte madida con la frequenza di due tergicristalli in pieno acquazzone. E l’affanno, che della fantasia n'era il testimone, narrava ben oltre q...