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mercoledì 5 agosto 2015

Il turgore di quella sola notte.

Il turgore di quella sola notte


Il turgore di quella notte,
spazzò via ogni notte.

Dallo squarcio l'aurora s'avventò sulla fanciulla,
e su quelle labbra che tumide, 
or ora laceranti saggiavano e allorché dotte,
arroventate e poi sapienti,
la risanavano. 

Perché al mistero mai s'arrese
giacché ella l'ebbe scelte.
E cullata fosse anche tra un milione,
ovunque, l'avrebbe ravvisate. 
Perché di quei baci stagliò il fragore
allorquando spumeggianti l'avviluppavano, 
e poi morbidi e lascivi,
la riassettavano.
Nel turgore, 
detonante,
di quella sola notte.

Così come l'indaco non discioglie, 
la voluttà di quell'incanto la resa ebbra e orgogliosa e fiera, 
dacché adesso, ella sapeva... 


M.
(L'uomo dei difetti...)

2 commenti:

  1. Che meraviglia Massimiliano!! Dolcissima lirica scritta con maestria. Complimenti 🙌

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    1. Sei oltremodo gentile, cara Raff: detto da te è un privilegio.

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