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venerdì 17 luglio 2015

Al ventur lerciume l'uomo fu forgiato da quel senno, che poi, fu il primo.

Al ventur lerciume l'uomo fu forgiato da quel senno, che poi, fu il primo.

Talvolta getti l'ancora e ti soffermi a riflettere sulle vicissitudini della vita, anche le meno tangibili.
Talvolta ti fai un'idea di una persona già il primo giorno, e dentro di te vorresti fosse sbagliata.
Tenterà di convincerti di essere diversa da come tu la vedi, e provi a crederle; è anche giusto farlo.
Tuttavia, a ogni piè sospinto, capita, fosse anche dall'imposta più tetra, che la nuda verità s'affacci spavalda a illuminar ragione: e ti rendi effettivamente conto di chi hai avuto davanti.
Però, stavolta, ironia della sorte, la delusione sarà tutt'altro che longeva, non ne rimarrai stupito.
In fin dei conti, lo sapevi già.





M.
(L'uomo dei difetti...

[Post Scriptum]
Per i graditi ospiti al mio umile desco ho sintetizzato, in un aforisma a mo' di promemoria, crudo e non meno illuminante, la digressione di cui sopra: Al ventur lerciume l'uomo fu forgiato da quel senno, che poi,  fu il primo.


2 commenti:

  1. È così. A volte fingi a te stesso, dando una possibilità all'altro di essere ciò che in fondo noi vogliamo che sia... ma che non è. E quando il cuore lascia spazio alla mente, comprendi che non è cambiato nulla e che quella persona era ed è esattamente come l'hai vista, l'hai sentita. Forse a volte sarebbe necessario mettere da parte il cuore, è sempre lui che ti frega... Letto con piacere e l'aforisma è d'impatto realistico, molto ben costruito. Ciao!

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  2. Ti ringrazio, gentilissima come sempre.
    Certe sensazioni sono universali. Mi limito a cristallizzarle. Perché poi, chi lo sa, magari potrebbero tornare utili in futuro come promemoria... ;-) ;-)

    Il mio (A)ugurio per una serena settimana. Un po' troppo afosa, per la verità.

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