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lunedì 29 giugno 2015

RoToPuzZle 2015

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Provo a leggervi nella mente: Ma che ci fa Tony Servillo lì sopra?
   Seguitemi.
   Dunque, qualche tempo or sono, per lavoro, stavo progettando un componente di un sistema esperto. Poi, durante la fase di debugging mentre tentavo di scovare e sistemare quanti più problemi possibili, notai che un risultato inatteso e non desiderato poteva tornare (in altra sede) utile per tirarci fuori (a tempo perso) un passatempo semplice e carino per riempire le pause e/o ritrovare la concentrazione; un antistress con intenti ludico-costruttivi.
   Facendola breve, nei ritagli di tempo ho scritto un’applicazione per Sistemi Operativi Microsoft Windows, denominata RoToPuzZle


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ESEMPIO DI rotopuzzle DA 100 PEZZI RISOLTO

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ESEMPIO DI rotopuzzle DA 100 PEZZI SCOMBUSSOLATO

 Il software RoToPuzZle è una applicazione leggera con intenti ludico-costruttivi per la manipolazione dei puzzle rotativi, detti anche puzzle a rotazione e che, da adesso in avanti, denoteremo col termine di rotopuzzle.
   Nulla di complesso astruso o ciclopico quindi, nulla che abbia a che fare (almeno direttamente) con la produttività aziendale o il business, ma cibo, cibo per la mente sotto le vesti d’un classico rivisitato.
   Un rotopuzzle è una variante del classico puzzle da tavolo che ben si presta al trattamento mediante mezzi automatici e all’interpretazione nella forma di gioco antistress e di abilità per sistemi a microprocessore; includendo in questa definizione, naturalmente, anche i moderni dispositivi mobili.
   Tuttavia, adesso, facciamo un passo indietro. Essendo il termine rotopuzzle formato dall’accorpamento dei vocabili roto e puzzle, è bene spendere qualche parola affinché se ne illumini significato e intenti.
   Tutti conosciamo il classico “puzzle” (più precisamente, jigsaw puzzle).
“Il puzzle (in inglese [ˈpʌzl]; in italiano /ˈpazel, ˈpazol/ o anche /ˈpuʦle) è un gioco da tavolo in cui bisogna incastrare tra loro dei pezzi di cartone di piccole dimensioni fino a risalire all'immagine originale.”
   In commercio troviamo puzzle delle più disparate dimensioni e soggetti. Per quanto riguarda il numero di pezzi, si va dai puzzle formati da poche decine di tasselli, in genere dedicati ai bambini, ai giganti dalle parecchie migliaia di parti.
   Altro fattore degno di nota è la forma. Comunemente i puzzle da tavolo hanno forma rettangolare, con rapporto fra i lati analogo a quello delle fotografie (4:3) o dei formati tipografici (7:5).
Partendo dai singoli elementi “sciolti” piovuti fuori dalla confezione, dobbiamo ricomporre l’immagine originale stampata sulla scatola, scovando nel mucchio, uno dopo l’altro, i tasselli che realizzano l’incastro corretto.
   È certamente un bel passatempo e alla fine, dopo tanta fatica, come premio, il pregio di poter incorniciare il lavoro appena completato (o risolto), metterlo sotto vetro e magari appenderlo al muro.
   A seconda del tempo che riserviamo a questo hobby, per completare un puzzle da tavolo possono occorrere ore, giorni o addirittura mesi per quelli da parecchie migliaia di pezzi. Facciamo altresì osservare quanto la stessa gestione di un puzzle di grandi dimensioni non sia cosa di poco conto e richieda tavoli da lavoro di tutto rispetto. Come metro di paragone si consideri, ad esempio, che la preparazione di un puzzle da diciottomila pezzi potrà richiedere una superficie libera di ben sei metri quadri… Certamente non alla portata di tutti! 
   Da ciò pare evidente quanto la composizione di un puzzle sia un’attività dove la pazienza giochi un ruolo di prim’ordine: si seleziona con attenzione il pezzo giusto per forma e tinte, lo si applica e si prosegue; se poi il candidato scelto non dovesse risultare quello giusto, niente paura, stoici e impavidi faremo ritorno al tavolo dei pezzi sparpagliati per nuove avventurose ricerche.
   Tirando le somme: il fattore tempo, non gioca un ruolo fondamentale. Se siamo stanchi, mettiamo da parte (con estrema cura, per non disfarlo) il lavoro finora svolto: ci ritorneremo sopra la volta dopo. Questa è la prima differenza fondamentale tra il puzzle (classico) appena descritto e i puzzle rotativi, nei quali il tempo impiegato nella loro risoluzione è un parametro imprescindibile.
   I rotopuzzle (pronunciati in italiano “roto pazol” o anche “rotopuʦle”) si prefiggono lo scopo di riempire le nostre pause giornaliere in modo costruttivo e allo stesso tempo piacevole, stuzzicando la mente e concorrendo, pungolando il ragionamento logico, a mantenerla giovane e reattiva. Ed è per questo che rappresentano un diversivo adatto a tutte le età.
Sì, perché risolvere un rotopuzzle ci terrà occupati solo per una manciata di minuti e saremo noi a decidere, compatibilmente con impegni e priorità, se risolverne un altro o se fermarci, mentalmente “rifocillati”.
   Secondo l'Alzheimer Society of Canada, impegnarsi nella risoluzione di un puzzle è una delle tante attività che possono aiutare a mantenere il cervello attivo e contribuire a ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
   Altro non voglio dirvi perché, come constaterete da soli, è più semplice giocarci che narrarne gesta ed equipaggiamento. Sito WEB di riferimento: [www.rotopuzzle.altervista.org]

   Mi congedo augurandovi una buona settimana con l'auspicio che vi divertiate a usarlo perlomeno la metà di quanto io mi sia divertito a scriverlo.

Felice RoToPuzZle a tut
ti!


M.
(L'uomo dei difetti...)

[Post Scriptum]
   Trattandosi di un file eseguibile, se scaricandolo o installandolo doveste riscontrare finestre di avvertimento dell'antivirus o del S.O. (in quanto a loro sconosciuto in quanto nuovo, non preoccupatevi, il file è stato testato con due antivirus diversi.
   In meno di un minuto sarete già pronti per la prima partita!

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