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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Nudo.

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Ci fu un tempo in cui m'ero quasi convinto d'essere un uomo intelligente.
Poi, conobbi l'amore.


Allora mi convinsi d'essere un uomo felice.
Poi, conobbi la vita.

Allora mi trovai un tetto.
Oggi, sono un Viandante...

M.
(L'uomo dei difetti...)

IL PRESCELTO

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Volevo solo che lei mi notasse... 
   E mi guardò.
Fece per sorridere. Pareva impacciata. Ringraziai Dio per il dono di quell'istante. Non l'avevo mai veduta così. Forse non l'avrei neanche più veduta così. La notte non mi riusciva di sognarla, e allora passavo il tempo migliore ad immaginarla. E sorridevo. Perché lei, sorrideva.
Una donna capace ancora di arrossire e poi ingenua, disperdere lo sguardo stringendosi nelle spalle, emozionata.
   Giocavo con gli occhiali, e non lo facevo mai. Mi riconoscevo a stento. Magari quello non ero neanche io. Eppure quelle sensazioni erano le mie, eccome. Certe vibrazioni non si raccontano. Non le puoi raccontare. Non le devi raccontare. Rischieresti di rendere felice la persona sbagliata, e allora, le avresti sciupate. E se anche quell'emorragia di turbamenti giacché trepidanti fosse appartenuta ad altro uomo,  allora io vi giuro: Invidio quell'uomo.
Io in-vi-dio, quell'uomo!E mai taluno, invidiar talaltro, mi sorprese.
Né uomo…

L'incontro - Flashback tratto da "Delitto in giacca e cravatta" de L'uomo dei difetti.

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Era solo una ragazza, non aveva neanche vent'anni quando accompagnata dalla madre entrò nella bottega de L'ultimo ebanista.
   Era un vero fuoriclasse dell'inventiva, Gigi Del Monaco. Creativo quanto un mago, ed eccentrico, come tutti gli artisti. Era uno di quelli che andava a simpatia. Se non scattava nulla a livello empatico, non c'era verso di affidargli un lavoro. Approcciava una scusa, neanche ben imbastita, e tanti saluti. Tempo cinque minuti, ed eri già alla porta.
   Ma quella ragazza gli piaceva. Gli piacevano quegli occhioni vispi, che con voluttà manifesta, irrequieti, usavano posarsi ovunque. Ora su un'angoliera francese del settecento, ora su un pomposo settimino in stile Liberty o su una più abbordabile libreria del novecento nostrano.
   Ma fu quando urtò per errore un paravento in legno e carta di riso che fungeva da separé tra la zona pubblica e privata, che la bionda fanciulla fu definitivamente rapita.
 L'idea che avesse infranto una zona off-li…

LA TRASPARENZA

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Soffiarono i venti...
Le spazzarono via una avanti l'altra...
Allorquando impavidaunas'alzò,
e gridò Virtù.

Di battute spedite feci capanna,
da maliziosi sorrisi trassi delizia
e allorché io stesso d'esserlo mai negai
la vita mia  - viverla -  predilessi.

Di modi gentili feci virtù,
d'affabili dame respirai l'essenza
di labbra bagnate adorai la fragranza.

E ancor prima...

La (T)rasparenza delle gesta
non senza affanno,  nudo,  cercai.
Risposte.
Tra la foschia,  le mie domande  scorsero.
Cristalline.
Esse mai furono...

M.
(L'uomo dei difetti...)

[Post Scriptum] Cos'è la trasparenza nei rapporti umani importanti ?   Il peso che diamo a questo concetto è funzione della nostra indole e del nostro vissuto. Per quanto mi riguarda, considero la trasparenza alla stregua di una virtù.E così va letta e interpretata nella riflessione in versi di cui sopra.   Vorrei altresì far notare il mio riferirmi ai soli rapporti importanti e di qualsiasi natura essi siano; (A)micizia o amore. Se un …

IL VENTO NUOVO

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Ci sono notti in cui al giaciglio fai ritorno con le vesti impregnate di battaglia.
E scevro delle forze, subitaneo ti sorridi.
   Perché il cremisi che ancor t'alberga sulle labbra, spavaldo, narra le gesta del più intimo fendente.
Tuttavia, ogni battaglia ha un fine. E una fine. E in qualche modo,  il giorno del ristoro, arriva sempre...
   Il cielo è terso, il cuore è pieno, e gioiosa la bellezza impazza...
   Eppure, quel cremisi che un tempo fu spavaldo... Atterrito, al dì, figura stinto.
   T'accorgi così che "il tutto"  e  "il tanto" sotto lo stesso tetto, mal s'accoppiano.
E che la Primavera, forse, non è solo una stagione. E stretta porta con sé la "fioritura" d'un vento che soffia dove l'altro non sapeva più soffiare. Ermetico, talvolta. Ma frizzante e impavido ad invaderti le froge, e i sensi che scellerati t'avevano illuso d'essere assopiti.
E questo, mi piace.
Mi piace perché al mio più bel cremisi io non rinuncio allor…