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lunedì 19 novembre 2012

Il buon giorno NON si vede dal mattino

IL BUON GIORNO NON SI VEDE DAL MATTINO


M'ero alzato sereno.
Poi un tintinnio,
la raccolgo,
decido di lanciarla in aria...
Esce croce.



M.
(L'uomo dei difetti...)

venerdì 9 novembre 2012

Dall'alto vedi il mondo: dal basso vedi il tuo, di mondo.

Dall'alto vedi il mondo: dal basso vedi il tuo, di mondo

Ho sempre sceso le scale di corsa.
   Le ho sempre vedute come l'ostacolo ultimo tra il mio mondo e quello degli altri. Un ostacolo blando, da lasciarsi alla spalle il prima possibile e con la frenesia di chi alla stazione è sempre in ritardo.
   Stamane, no.
   Ho percorso i gradini con la velocità dell'uomo, che dalla strada, non s'aspetta nulla di buono: e per questo la rimanda.
   Per la prima volta ho ricavato del tempo da dedicare alla riflessione in quel luogo che, da sempre,  avevo destinato al transito, alla zona franca, al canticchiar senza pretese.
   Dall'alto vedi tante cose: io non lo nego. Tuttavia, ciò che realmente vedi, è il mucchio. Non riesci ad apprezzare le differenze, a cogliere i dettagli.
   Dal basso vedi ciò che t'accade intorno e ti rendi davvero conto della piccola grande verità: quando tu stai fermo, qualsiasi sia il tuo stato d'animo, il mondo intorno a te si muove. C'è chi non ti pensa proprio, e va veloce. C'è chi apparentemente ti vuole bene, e comunque si muove.
In fin dei conti, quello che ha scelto di star fermo, sei tu.
   Quando ti senti solo, sei solo.
   Quando hai un minimo dubbio, allora, non ci sono più dubbi.



M.
(L'uomo dei difetti...)

giovedì 11 ottobre 2012

Qualcuno ha detto: hanno scelto il loro. Io dico: hanno scelto male.

L'uomo dei difetti
Hanno scelto il loro? Hanno scelto male


Ho smesso di capire la gente.
O per lo meno, ho messo di volerlo fare: è diventato quasi un lavoro.
Troppo complesso. Anche per me.
C'è chi entra dalla porta grande, dove si passa solo se muniti di un buon motivo ovvero di una buona vocale, maiuscola e tra parentesi. Poi finisce che vai in bagno, ti fai la barba, due botte di Brut 33 (più raro che tuo) e nel frattempo, qualcuno s’accorge d’aver smarrito le sigarette: ed
 esce...

Tuttavia, com'è notorio, i tabaccai sei mesi l’anno abbassano la saracinesca: e arriva l’autunno...
Allorquando lo scaltro viandante, del vizio ormai pago, del vecchio uscio ritrova la via. Ma non rinsavito, e mancando, stavolta, del buon motivo, è costretto dall’orgoglio al piccolo pertugio, allo spioncino... Non più il fascino e l'emozione della diretta, solo la passività della differita.
Se solo avesse osato... Magari... 
Magari avrei anche stappato il Bellavista delle grandi occasioni, magari.
Qualcuno ha detto: hanno scelto il loro.
Io dico: h
anno scelto male. 


M.
(L'uomo dei difetti...)

mercoledì 3 ottobre 2012

Questa, è la mia.


Questa è la mia.


Difficoltà mi colse
quando spaiato volli,
col verbo,
plasmare il siffatto legame,
tra l'uomo normale
e la donna sua regale.

Inebriante è il profumo,
ansante è il respiro,
di tanti momenti
è il mio taccuino.

Funesta la sete
mai paga la fonte
.
Tra i fuscelli,
rovente,  la via mi confonde.
Allorché  dotto in pazzia,
borioso sentenzio: 

Questa, è la mia.


M.
(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]

Tempo di ricordi...
Mi fa piacere riproporre una riflessione in versi che scrissi parecchi anni or sono dedicandola ad una importante donna della mia vita. Mi accorsi solo poi che in realtà, ella, non li comprese mai fino in fondo.
Ma che importa -
mi dissi. Era così appagante vederla lusingata, felice, e con quel sorrisetto a metà strada tra l'ingenuo e il malizioso...
In fin dei conti, anche io, tante sue manie non le avevo capite.
E vedendo poi come è andata, probabilmente, non le capirò mai.

giovedì 27 settembre 2012

Non più rosso fu il colore: oro caldo è la passione

Oro caldo è la passione

Serafica, s'addormentò al mio petto.
Allorquando, d'improvviso,

percepii una stretta
che più d'un abbraccio m'avvolgeva.
Era calda come il desiderio che rovente, 

tra i fuscelli, le s'annidava.
Preziosa come l'oro,

che riflettente,
di rimando,
m'incendiò.


M.
(L'uomo dei difetti...)

sabato 22 settembre 2012

La mia piccola Luce: l'ultimo viaggio.


La mia piccola Luce, 25 Agosto 2014



Ciao piccola Luce,
ti scrivo queste poche righe perché… Ne ho bisogno.
Perché piangere davanti a questo schermo fa meno male che fissando il soffitto. Perché se sto qui mi tengo lontano dai balconi e dalle finestre che danno sul campo incolto sotto casa. E ti rivedo scodinzolare lì in mezzo, felice, perché sapevi che non appena a casa ti avrebbe aspettato lo stecchino al salmone che adoravi. Come ogni mattina, come ogni sera. Come ieri mattina. Come mai più.
E certe volte poi, era così bello vederti con le zampette diritte puntate a terra, la coda fluttuante e il musetto teso che mi faceva:
   <<mhhh mhhh mhhh>>, e allora mi veniva da ridere e alla fine di stecchini te ne davo due, e tutta contenta te ne tornavi sul cuscino in salotto sotto il tavolino della tv, quello rosso, grande; il tuo.
   Quante volte sei venuta con me al lavoro… 

Qualche scherzo te l’ho fatto anch’io, sai? La mattina, dopo aver fatto i tuoi bisognini venivi davanti il portone del mio ufficio che era il nostro e te ne stavi immobile sui gradini, buona buona, in attesa che io ti aprissi. Tu non lo sapevi, ma io ti guardavo attraverso la telecamera che dava sull’uscio ed eri bellissima quando ti scocciavi e schizzavi alta sulle zampette didietro, tentando, con le altre, di arrivare a grattare il battente… Parevi proprio un cavallino rampante. E poi dormivi sempre. Tuttavia, bastava il minimo rumore perché tu abbaiassi a chiunque e non solo agli sconosciuti, come a voler per dire: <<Qui comando io!>>, e te tornavi a ronfare sul cuscinone, e sembravi una regina. Anzi: eri la regina. E lo sarai sempre perché il vuoto che oggi m’appartiene non l’avevo messo in conto.
  
Pensavo che dopo aver provato la più terribile delle perdite, il dolore per aver perduto un animale fosse qualcosa di gran lunga meno intenso, di 
addirittura blando. E invece… Sono i ricordi a rendere lancinante un fendente o a far sì che certi lucciconi narrino gioia anziché dolore.
   Sei stata la prova che l’(A)more incondizionato, esiste. E che prima di averti io ero uno stolto e non capivo l’amore degli altri per gli animali e non capivo neanche perché talvolta piangessero, si disperassero, vedendoli star male. Tante cose non capivo. Io ero cieco. Ma oggi vedo.
   Ieri notte, insieme alle persone alle quali voglio davvero bene e che ti hanno vista nascere e amato anche da prima di me, ti abbiamo accompagnato verso l’ultimo tuo viaggio...

So che ti ritroverò un giorno.



Massimiliano

[Post Scriptum]

QUESTO "POST" E' STATO PUBBLICATO IN ORIGINE SUL BLOG CHE MANTENEVO SU "LIBERO.IT", E SOLO SUCCESSIVAMENTE TRASFERITO SULLA PIATTAFORMA BLOGGER DI GOOGLE, COMPORTANDO UNA CONFUSIONE SULLE DATE DI PUBBLICAZIONE. 
NELLA REALTA' DEI FATTI, HO PERDUTO LA PICCOLA LUCE IL GIORNO 19 SETTEMBRE 2014.



La mia piccola Luce benché non più una ragazzina stava bene. Correva. Mi faceva impazzire e mi ha insegnato davvero tanto in termini di certi sentimenti che anni or sono, ignoravo. In cambio, le ho solo dato un tetto e tante cose buone da mangiare. Mi piaceva viziarla. Mi piaceva perché da piccina aveva sofferto tanto e per più di un motivo. L'ho voluta io perché mi rendesse un uomo migliore. Oggi mi accorgo anche più fragile, per certi versi; solo per certi versi.
   E' accaduto tutto troppo in fretta. Fino a Domenica schizzava come un razzo, poi una tosse strana, il veterinario: malata di cuore. Una busta di medicine, poi l'altro ieri sera una crisi respiratoria, ed è volata via...
Mi manca.
Il tempo, come sempre, farà il suo dovere. Ma non oggi.
Mi prendo qualche giorno per tentare di pensare il meno possibile.



venerdì 14 settembre 2012

IL MIO CAMINO

Il mio camino


Non ha occhi un camino.
Eppure, quante volte ha veduto l'ingenua timidezza costituirsi al cospetto del desiderio.


Non ha orecchie un camino.
Eppure, quante volte ha conosciuto i gemiti dell'inconfessabile.


Bagnavo le labbra,

chiudevo gli occhi 
e fondendo i sensi penetravo quei sogni che,
seppur affannosamente desiderati,
la notte,
non mi portava in dono.

Se solo il mio camino...
Non ha memoria un camino.


 M.
(L'uomo dei difetti...)

mercoledì 12 settembre 2012

Hai comprato il mio rispetto. Della stima, non v'è certezza...



Quando qualcuno ti manca di rispetto...
Quando qualcuno ti manca di rispetto e lo fa ripetutamente...
Non chiederti più perché lo fa.
Chiediti solo perchè glielo hai permesso.
Sfuggi al puzzo di collerose fattezze,  domina te stesso,  sii dotto.
Dalle vene,  pulsante,  sentirai fluire l'astio,  parassita di menzognero conio.
Esso è abile dilapidatore di energie.  Le tue, energie.
Quando subdolo smette di annebbiare la tua vista, ha già incominciato a dannare la tua anima. 

Ti hanno detto che il cervello governa il braccio.  Be',  questo è il tuo  momento.  Dimostralo.
Non ripagare l'assenza di rispetto con la medesima mancanza - fallo con l'indifferenza.
I sobillatori vanno disarmati col silenzio ed in silenzio congedati. 


M.
(L'uomo dei difetti...)

Questa notte è già domani” (Tonight is already Tomorrow)


Adattamento all’inglese americano de: “Questa notte è già domani” (Tonight is already Tomorrow) - che scrissi qualche anno fa...



Those who care about you choose their words before they speak…
Those who value you won’t offend you…
Who would rather waste their time than spend it with you may still be a good person, but not the right one for you…
If you believe within your heart that you deserve more than charity, let go of the old habit and so that you may still keep a trace of your humanity: disappear into the night, when everyone is sleeping. Without making a sound, and the only shadow you’ll carry behind you will be that of a bad dream.
Tonight is already tomorrow…

* * *


Chi davvero ti vuole (B)ene, 

sceglie le parole quando ti parla.
Chi ti ritiene importante, non ti offende.
Chi preferisce perdere il suo tempo piuttosto che trascorrerlo con te,
potrà anche essere una brava persona,
ma, certamente, non è quella giusta per te.
Se in cuor tuo credi di meritare qualcosa in più della pura elemosina,
abbandona il carro vizioso e affinché in te rimanga ancora traccia di uomo,
dileguati nella notte, quando tutti dormono, senza far rumore.
E l’unica ombra che ti porterai dietro sarà alla stregua di un brutto sogno.
Questa notte, è già domani.


M.

(L’uomo dei difetti…)

martedì 11 settembre 2012

Il Superbo non affonda mai dopo la maschera che porta


Il superbo è altezzoso, 
e spesso nel torto perché accecato dall'innato e insano sentimento d'orgoglio col quale al mattino si veste.
Non conosce l'accezione del termine perdono.
E mai lo udirete invocarlo.
Mai per primo rincorrerà il chiarimento al castello di fumo da esso stesso forgiato.
Tuttavia, laddove del saluto ancor vi fregiasse,
gonfio di sufficienza,
troverà anche il tempo per rispondervi.
Tuttavia, non ne siate troppo felici,
il superbo parla, ma non ascolta.
Fin dall'inizio è conscio che la sua posizione è l'unica posizione.
E sapete il perché?
Perché lui è il Superbo...





Mi fa piacere condensare la digressione di cui sopra con questo mio aforisma: 
"L'uomo perbene, allorché nudo, nel dubbio, chiamò.  Il superbo, d'orgoglio mai spoglio, indolente, sbadigliando,  rispose."


M.

(L'uomo dei difetti...)



lunedì 10 settembre 2012

Il Combustibile Segreto



Nonostante il suo passato,
ingombrante
scelse di precludere ai suoi occhi di incrociare ancora le sue spalle. 
Lo sguardo è fiero: nella mente solo voglia di far storia: voglia di futuro.
Eleganza, Seduzione e Mistero,
la ricetta per una fiamma sempre viva.
Una fiamma che arde, e che segna la pelle.

M.
(L'uomo dei difetti...)

[Post Scriptum]
Una fiamma che non arde può scaldare per una vita intera e con il suo tepore renderci felici di sopravvivere. Gli esseri umani però, talvolta, sentono il bisogno di (V)ivere e non del solo sopravvivere. Ecco che la fervida mente domanda soccorso alla fantasia (Il Combustibile) per alimentare la fiammella e procurarci quelle piccole scottature che io, in purezza, chiamo "Iniezioni inconfessabili di passione".

[Post Post Scriptum]
Le tre componenti di cui sopra ovvero l'eleganza, la seduzione e il mistero, se non governate dall'intelligenza tendono a una mera declinazione della volgarità.

domenica 9 settembre 2012

Il campo del solista.

Da solista percepisci la qualità dell'attrazione esercitata sugli altri corpi


Per comprendere ciò che la vita quotidianamente ti presenta bisogna essere in due: te, e te stesso.
Soltanto quando sei spaiato l'interazione gravitazionale con gli altri corpi tende a scemare e sei libero di pensare al campo che stai seminando: è da solista che percepisci la qualità dell'attrazione, qualora vi fosse, esercitata sugli altri corpi.

Seduto in mezzo al campo,
vestito solo del tuo Wild Turkey, 
discernerai il vero dal verosimile.


M. 
(L'uomo dei difetti...)

venerdì 7 settembre 2012

L'arco al cuore, la mano alla mente, il sorriso la freccia.



Nulla è eterno, così è scritto.
La gioia e la tristezza si rincorrono l'un l'altra,
sinfonicamente, per suggellare la staffetta della vita.
La rassegnazione divorzia dal sorriso per sposare l'inerzia.
L'arco al cuore,  

la mano alla mente,
il sorriso la freccia,
Allorché non nudo peregrino la selva, così armato m'affaccio alla vita.

M.
(L'uomo dei difetti...)

giovedì 6 settembre 2012

Questa notte, non è la tua notte

Questa notte, non è la tua notte


S'è fatta notte, e ti senti solo.
Eppure, avevi un programma allettante per la tua serata.
Un programma tutto tuo,
da condividere con... Te stesso.

In fin dei conti, ti sei sempre bastato,
e non negarlo, ora, 
solo perché percepisci la forza abbandonare il tuo dilaniato corpo.

S'è fatta notte, e ti senti solo.

Eppure, sei conscio che la solitudine non ti appartiene.
Ti basterebbe alzare la cornetta, 
ma questa notte no.
Questa notte, non è la tua notte.



M.

(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]

Dedico questa riflessione in versi a quanti, loro malgrado e talvolta con l'inganno, si sono ritrovati a ricoprire il ruolo dell'amante senza fissa dimora.

Se in troppa gente vedi solo il marcio, getta pure la spugna: il marcio sei tu

Se in troppa gente vedi solo il marcio, getta pure la spugna: il marcio sei tu


Quanto sudore, ancora, devi al rancore... 
Come un forsennato, hai consumato la vita alla ricerca del marcio.
E il marcio, quello solo, negli altrui occhi leggevi.

Ma domani no.
Domani è il tuo giorno.
Riposa!
Fai festa!
Domani, il marcio sei tu.


M.

(L'uomo dei difetti)

Senza tempo




Trova qualcuno che ami i tuoi difetti quando il Sole brilla alto,
allorché dei pregi,
ne possa godere la notte.


M.
(L'uomo dei difetti...)

mercoledì 5 settembre 2012

Un Cult - Carlito's Way (Al Pacino)



Saga de "IL PADRINO" a parte..."Carlito's Way" è il mio preferito, del quale ne fruirei con cadenza mensile - vita natural durante.
Due, tra le tante, sono le scene che rimarranno indelebili nella mia memoria.
1. Poco dopo l'inizio della pellicola, dopo aver scontato cinque anni di carcere, scende i gradini del tribunale e col fascino che a me è concesso solo sognare dice: "Grazie a Dio Onnipotente, sono libero finalmente!"
2. La scena finale quando Carlito Brigante si rende conto che la vita lo sta abbandonando...proprio adesso che aveva trovato l'Amore.
Questo monologo (da brivido) lo inserisco per intero; ne ne vale la pena.

"Mi dispiace ragazzi. Non basterebbero nemmeno tutti i punti del mondo per ricucirmi. È finita. È finita. Mi metteranno nel negozio di pompe funebri di Fernandez sulla 109esima strada. Ho sempre saputo che prima o poi sarei finito lì, però molto più tardi di quanto pensava un sacco di gente. L'ultimo.. dei Mohicani. Beh, forse non proprio l'ultimo. Gail sarà una brava mamma, un nuovo e migliore Carlito Brigante. Spero che li userà per andarsene, quei soldi: in questa città non c'è posto per una che ha il cuore grande come il suo. Mi dispiace, amore, ho fatto quello che potevo, davvero.. Non ti posso portare con me in questo viaggio... Me ne sto andando, lo sento. Ultimo giro di bevute, il bar sta chiudendo. Il sole se ne va. Dove andiamo per colazione? Non troppo lontano. Che nottata... Sono stanco, amore. Stanco..."

Nell'attesa: aspetto.

Nell'attesa: aspetto.


Ho seguito orme perché avevo una storia da fare.
Sono partito solo perché solo ho pianto, e solo andrò via.
M'è così difficile sopravvivere a me stesso.
Stanco.
Mi barcameno su di un piano che non incide neanche uno dei miei.
Vorrei gridare, e dimentico che il primo dei sordi sono io.
Faccio finta.

Sorrido: questo s'aspettano da me. Questi erano i patti: in tempo di pace.
E io non deludo, no: mi permetto solo qualche bicchiere: mi serve un vizio, per ricordarmi d'essere ancora un uomo.
Vivo una vita che, forse, non è neanche più la mia.
Ottemperanza: forse per questo non l'abbandono.

Aspetto. Sono già comodo.



M.
(L'uomo dei difetti...)

Il Numero 2



Ho una sorta di ammirazione per il numero naturale 2.
   Qualcuno potrebbe borbottare tra sé e sé: be', ti piace il numero 2 perché sai di non essere un numero 1, e allora ti accontenti del secondo posto, della seconda scelta, di impersonare il primo dei perdenti... No, amici miei. Stavolta siete davvero fuori strada: io non c'entro in questa storia.
   Questa è una storia di purezza, che inizia proprio con l'insieme dei numeri Naturali; zero naturalmente escluso proprio per quel discorso sulla purezza poc'anzi accennato.
   Il numero 1 è il primo dei Naturali, di tutti i numeri naturali, senza distinzione né di bellezza né di dote. 
   Il numero 2 è anch'esso il primo di qualcosa, ma qualcosa di più elitario, di un insieme dove la purezza prende forma e sussiste solo il fascino del mistero. Il Numero naturale 2 gode del privilegio di essere il primo dei numeri primi e l'unico numero pari dell'aristocratica casta.
   E io lo rispetto. 


M.
(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]
Da dove l'idea per il breve post di cui sopra?
Mentre spolveravo una delle mie librerie mi è capitato sottomano uno dei volumi che hanno fatto la storia della Computer Science e giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione: The Art of Computer Programming - vol.1 di Donald Ervin Knuth.
E come un fragore mi è balzata alla mente quella che, forse, è la sua frase più blasonata, e che qui ben si accomoda:
All primes are odd except 2, which is the oddest of all     [Donald Knuth]

L'(A)bbraccio. Il silenzio di cento parole.

L'(A)bbraccio.


Della sinfonia di cento parole,
l'(A)bbraccio,
ne narrò il silenzio.


M.
(
L'uomo dei difetti...)



[Post Scriptum]
 Spesso mi è stato domandato il perché io utilizzassi in talune occasioni le parentesi tonde. L'arcano è presto svelato. Si tratta di una notazione che chiamo: notazione parentetica. Un vezzo per taluni. Di grande enfasi, per me. Le parentesi tonde vanno considerate alla stregua di due BRACCIA FORTI e allo stesso tempo DELICATE che PROTEGGONO l'oggetto del loro abbraccio.  Scelsi questa notazione molto tempo fa per argomentare la differenza, a mio avviso, in essere, tra (A)micizia e amicizia. Fondamentalmente serve per dar enfasi ad una parola o concetto. Per inciso: "(S)plendido" è un po' come dire "splendido", ma con l'aggiunta di un sentimento ovvero di vera partecipazione. E così l'abbraccio è dissimile dall'(A)bbraccio. Perché dentro un (A)bbraccio ci può essere un mondo che neanche il classico amore saprebbe come raccontare.

Il Sole...ed il Profumo dell'Amore



Così come il Sole, dal cielo, colora le nostre giornate e l'amore, dal cuore, colora la nostra vita, così il profumo, dalla terra, colora di ricordi la nostra memoria.

M.
(L'uomo dei difetti...)

martedì 4 settembre 2012

Il Giudizio primo, forgia l'uomo allo schifo futuro



Talvolta getti l'ancora e ti soffermi a riflettere sulle vicissitudini della vita, anche le meno tangibili...
A volte ti fai un'idea di una persona già il primo giorno e dentro di te vorresti fosse sbagliata...
Tenterà di convincerti di essere diversa da come tu la vedi...e provi a crederle.
E' anche giusto farlo.
Spesso la nuda verità non tarda e venire a galla e ti rendi effettivamente conto di chi hai avuto davanti.
Però, stavolta, ironia della sorte, la delusione sarà tutt'altro che longeva, non ne rimarrai stupito...
In fin dei conti, lo sapevi già.



Per i graditi ospiti al mio umile desco ho sintetizzato la digressione di cui sopra, con un aforisma crudo, essenziale ed illuminante;  che suona più come un promemoria e magari, rammenterà qualcosa anche a voi...chissà...
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"IL GIUDIZIO PRIMO FORGIA L'UOMO ALLO SCHIFO VENTURO".
°°°°°°°°°°°°°°°°°°



M.(L'uomo dei difetti...)

Quanta storia dietro un vecchio



IL VECCHIO


Non conquisto nuove terre per recintarle,
le conquisto per conoscerle.

A me non importa se l'amore impazzisce ancora per il mio odore,
se ho gettato la spugna o se ho deposto le armi.
Quello che conta è averlo conosciuto.

Attraverserò la primavera,
poi quella dopo, e altre ancora.
Avrò gli occhi zuppi d'acqua,
saprò tante cose più d'oggi,
altrettante ne avrò dimenticate
e allora mi chiameranno vecchio.
Non il saggio,
il vecchio.
Quanta storia dietro un vecchio...



M.
(L'uomo dei difetti...)


[Post Scriptum]


A ogni nuovo respiro, si fa la storia.
Immaginandomi al capolinea, vorrei potermi voltare e abbandonarmi a un'ultima illusione: aver fatto della buona storia.
Quella che avete letto è una riflessione alla quale sono intimamente legato. La scrissi qualche anno fa, a matita, e la scrissi per me.

Davanti, avevo il camino. 

Alle spalle, i trentacinque anni che m'avevano veduto bambino, ragazzo, uomo.

Intorno, solo l'abbraccio dei ricordi. 

Lo sguardo, solo in parvenza perduto a discernere tra le fiamme il punto angoloso dalla cuspide. Avrei voluto, forse dovuto, esser nudo per godere appieno della proiezione che al di qua dei miei occhi s'andava saggiando.

Ho provato a immaginare il vecchio che potrei diventare...

domenica 2 settembre 2012

La falsa novella (commentata)



La menzogna istruì la donna ed ella non poté far altro che perseverare nell’errore.

M.
(L’uomo dei difetti…)


 [Post Scriptum]
Talvolta capita che quando due persone sono felici, complici e magicamente affiatate, ci sia qualcuno (il menzogneroche dall'esterno trami affannosamente nell'ombra per godere dello scioglimento della coppia; forse perché abietto o più semplicemente perché accecato dall'invidia per non poter avere la donna dell'altro.
   Egli, allora, farà ricorso all'arma sua cardine (la menzogna) e dopo averla ben imbastita, la consegnerà (la novella) a piè pari nelle mani della donna.
   A questo punto, quest'ultima, irruente e abbagliata dalla collera per quanto rivelato dal menzognero si scaglierà verso l'altra metà del suo cuore, ancora, ancora, e ancora (ed ella perseverò nell'errore).


   A volte il menzognero che conferisce la falsa novella alla donna è un tizio che, prima di quel dì, chiamavamo amico...

Il Cambiamento


Nessun cambiamento importante è posto in essere senza lacrime.
   La vita di un uomo è idealmente suddivisa in fasi.
A uomini diversi corrispondono fasi diverse, per numero e disegno.
   Vivere una nuova fase e lasciarsi alle spalle la precedente non è mai un processo indolore.
   Se annotate sull'ipotetico calendario esistenziale la data dell'ultima lacrima versata, be', senza sforzo mnemonico alcuno, avrete determinato l'inizio della fase in corso d'opera...

M.
(L'uomo dei difetti...)

mercoledì 29 agosto 2012

Questa notte è già domani

Questa notte è già domani



Chi davvero ti vuole bene, sceglie le parole quando ti parla.
Chi ti ritiene importante, non ti offende.
Chi preferisce perdere il suo tempo piuttosto che trascorrerlo con te,
potrà anche essere una brava persona,
ma, certamente, non è quella giusta per te.

Se in cuor tuo credi di meritare qualcosa in più della pura elemosina,
abbandona il carro vizioso e affinché in te rimanga ancora traccia di uomo,
dileguati nella notte, quando tutti dormono, senza far rumore.
E l’unica ombra che ti porterai dietro, sarà alla stregua di un brutto sogno.
Questa notte è già domani.


M.
(L’uomo dei difetti…)

L'uomo dei difetti...



In un non precisato tempo, 
nel luogo dove i pregi non hanno più un valore, 
i difetti, talvolta, ne vantano uno...

M.
(L'uomo dei difetti...)

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